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Come l'austerità si ritorce contro chi la spaccia come soluzione...

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euro-money-crack-crisi-germaniaNel mese di dicembre 2012, il commercio all'ingrosso in Germania ha registrato una contrazione delle vendite in termini reali pari a -7,8% su base annuale, in termini nominale la flessione e' par a -5,6% clicca qui per la fonte.

Nel mese di gennaio 2013 gli ordinativi dell'industria manifatturiera tedesca sono scesi dell'1,9% rispetto a dicembre: in calo sia la domanda interna (-0,6%) e sia quella estera (-3,0%) clicca qui per la fonte.

Se ai dati di quella che avrebbe dovuto essere la "locomotiva europea" associamo i dati degli altri paesi UE, soprattutto quelli Spagna, della Grecia, dell'Italia e dell'Irlanda, comprendiamo bene come mai le prospettive dell'unione europea siano sempre più fosche. Naturalmente di questi fatti, ripeto, fatti, NON opinioni, i mass media si guardano bene dal parlarne e preferiscono le beghe "politiche" che con l'economia reale non hanno nulla a che fare se non per il fatto che ci costano un occhio, senza nulla "rendere" in termini pratici.

L'Italia sarà un esempio per tutta l'Europa, per uscire da questa crisi "pilotata" dalla commissione Europea e dalla BCE (i politici sono indaffarati in altre questioni a loro molto più care...) che continuano a perseverare nella loro visione di austerità senza alcuno sbocco.

Dobbiamo tornare Sovrani della Politica!

Torniamo Sovrani della Cosa Pubblica!!!

 

Brutte notizie: le borse di tutto il mondo vanno benissimo...

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Paul Krugman... incuranti della crisi dei debiti sovrani USA ed Europei e della debolezza persistente del mercato occupazionale.

Paul Krugman, economista premio Nobel, scrive sul New York Times: "Vorrei poter dire che il rialzo delle borse è una buona notizia, ma i bassi tassi di interesse sono il segno di un’economia che non è affatto in piena ripresa dalla crisi finanziaria del 2008, mentre il livello elevato dei prezzi delle azioni non dovrebbe essere motivo di festa, perchè è in gran parte, un riflesso del crescente scollamento tra produttività e salari".

"I bassi tassi di interesse riflettono sì l’attivismo delle Banche centrali ma anche la crisi stessa. In questo momento tutti vogliono risparmiare e nessuno vuole investire. Quindi siamo inondati da risparmi che non hanno nessun posto dove andare. Questo risparmio in eccesso comporta una riduzione dei costi finanziari”.

 

Rivoluzione Energetica da Fotovoltaico senza incentivi nel 2013

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I banchieri svizzeri, che non hanno mai dimostrato alcuna attenzione all’ambiente, scommettono sulla diffusione del fotovoltaico senza incentivi da oggi al 2020, destinato soprattutto all’autoproduzione con il supporto di batterie.

rivoluzione-fotovoltaico-1Un recente rapporto della società di servizi finanziari UBS è infatti significativamente intitolato The unsubsidized solar revolution, (La rivoluzione solare senza sussidi), che sfata la leggenda metropolitana secondo cui le rinnovabili avrebbero un futuro solo grazie agli incentivi. Gli incentivi sono serviti a fare partire una tecnologia innovativa, che ora può camminare sulle sue gambe. In particolare si è evidenziato che;

1 - Nel 2011 in Germania la produzione da FV ha permesso di ridurre la domanda di energia dalla rete

2 - Se fossero state utilizzate batterie da accumulo, sarebbe stato possibile ridurre anche il picco serale dell’elettricità e anche quello di prima mattina, perchè sarebbe stato possibile acquistare a minore costo l’energia durante la notte

 

L’Italia è la nazione più ricca d’Europa

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Il patrimonio nazionale italiano (fonti Ocse, ISAT e ONU) si aggira attorno ai 9.000 miliardi di euro, quindi è in grado di reggere alla perfezione qualsivoglia sussulto di natura economica, sociale, politica.

pesce nella reteL’Italia è la seconda potenza industriale d’Europa. L’Italia è tuttora la più importante nazione manifatturiera del continente europeo, la quarta nel mondo. Il suo punto debole e più fragile, in questo specifico momento della Storia, si è rivelato, secondo me, uno spaventoso boomerang per il capitalismo mondiale: quello di essere un paese medioevale, ovvero ancora in fase pre-capitalista, con una struttura mista di statalismo e oligarchia dove i sindacati e i partiti della sinistra sono diventati gli autentici guardiani protettori dello status quo finendo per impedire alla nazione l’ingresso nella modernità. Proprio perché arretrata rispetto al capitalismo avanzato, l’Italia nel momento in cui il capitalismo occidentale affronta la sua crisi finale, si trova nella situazione di vantaggio di poter saltare “direttamente” alla fase della post-modernità senza eccessivi contraccolpi, perché questa è l’unica via per poter superare l’attuale crisi del sistema capitalistico (terminale).

 

Grecia: il più grande successo dell'euro...

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La Grecia, per alcuni aspetti, è una piccola Italia, solo molto peggio. Ha una classe politica peggiore della nostra (lo so è difficile da comprendere), ha finanze pubbliche meno affidabili di quelle italiane, ha un livello di corruzione pubblica peggiore del nostro.

Ma soprattutto la classe dirigente greca (politici, industriali, commercianti, etc, etc) ha vissuto molto al di sopra delle proprie reali possibilità (esattamente come da noi...) indebitando i figli, e alle ultime elezioni hanno votato un parlamento con il mandato di negoziare con la Troika per rimanere nell’Euro. E ora stanno pagando un prezzo di questa scelta scellerata con una crisi devastante che ha impoverito il paese e con una disoccupazione che a dicembre 2012 era arrivata all'incredibile valore del 25,4%!!!

E in questa insostenibile situazione, la Troika (UE – BCE – FMI), cosa chiede alla Grecia, in cambio di ulteriori "aiuti"?  Altri 25.000 licenziamenti nel settore pubblico e un abbassamento ulteriore dei salari in quello privato (clicca qui per approfondire)!!! Incredibile, davvero incredibile, anche perchè noi abbiamo un presidente del consiglio (speriamo ancora per poco!) che afferma convinto che la Grecia è il più grande successo dell' euro!

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Devono andare tutti a casa!!!

Torniamo Sovrani della Politica!!!

 

L'insostenibile pesantezza dell'euro

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il-tramonto-dell-euro-libroIl professor Bagnai ci dice che: "L’insostenibilità di una moneta unica in Europa era un fatto ben noto alla scienza economica e agli stessi politici che hanno promosso il progetto di unione monetaria, come oggi vede e dichiara perfino Luigi Zingales, uno degli araldi dell’ortodossia economica italiana. Sono stati del resto i politici stessi a dire che l’euro sarebbe servito a governare i popoli europei a colpi di crisi. Lo documento nel libro IL TRAMONTO DELL'EURO, riportando le tante dichiarazioni pubbliche di Prodi, Monti, Padoa Schioppa, Attali, Juncker, ecc. Non è una sorpresa, non c’è nulla di originale, né di complottistico."

Prosegue Bagnai: "Il problema principale è che adottando un cambio fisso, un paese si priva di un normale meccanismo di risposta a shock negativi provenienti dall’esterno: la possibilità di aggiustare il valore della propria valuta alle mutate condizioni di mercato. Non c’è nulla di scandaloso né di immorale nel fatto che il prezzo di una valuta segua la legge della domanda e dell’offerta. Se glielo si impedisce, si crea una tensione che fatalmente si scarica sul mercato del lavoro.

 
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